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Dentro al diamante 2/2

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Cosa si nasconde dentro ad un diamante? 2/2

Le caratteristiche di purezza di cui abbiamo parlato nella prima parte non sono però così tanto apprezzate dal pubblico quanto lo sono per i gemmologi: è vero infatti che più un diamante ne è privo, più il suo prezzo al carato sarà alto.

Crediti foto: www.withclarity.com

Per poter determinare il valore di un diamante sulla base della sua purezza è stata inventata una scala che viene rigorosamente seguita dagli istituti gemmologici, la quale si basa sull’osservazione delle gemme al lentino a 10x ingrandimenti e sulla “facilità” del rinvenire tali inclusioni da un occhio esperto ed allenato.

Scala della purezza dell’Istituito Gemmologico Americano (GIA): partendo da sinistra i diamanti senza inclusione, verso destra il numero delle inclusioni e la loro posizione va via via aumentando e concentrandosi verso il centro.
Crediti foto: 4cs.gia.edu

Se, dopo un’attenta analisi con le appropriate condizioni di luce, l’analista non rinverrà alcuna inclusione, allora il diamante verrà classificato con IF – o Internally Flawless – o VVS – Very Very Slightly Included. Per poter discriminare tra i due termini sarà necessario l’utilizzo di un microscopio gemmologico, il quale fornirà all’operatore la possibilità di poter dire se qualche piccola inclusione (come ad esempio qualche pin point o qualche minuscola piuma) è effettivamente presente all’interno del diamante esaminato.

Qual è la differenza tra i due diamanti in foto? Sono entrambi di 1,00 ct, colore G e taglio eccellente.
A sinistra un VS mentre a destra un VVS, con una differenza di prezzo del 15% circa.
Crediti foto: 4cs.gia.edu

Subito dopo i diamanti VVS, sulla scala della purezza troviamo i diamanti VS – Very Slightly Included – che mostrano al loro interno qualche inclusione in più rispetto ai VVS: già al lentino si potranno rinvenire piccole piume o nuvole in posizione semi-centrale.
I diamanti SI – o Slightly Included – invece, ad un occhio allenato appariranno inclusi al lentino: si cominciano ad osservare piccoli cristalli (a volte anche colorati), numerose nuvole e piume che potrebbero disturbare la brillantezza della gemma.

Se queste inclusioni si riescono ad osservare anche senza l’uso del lentino, allora avremo in mano un diamante I – Included – nel quale le caratteristiche di purezza comprometteranno inevitabilmente la brillantezza, la bellezza e la durezza della gemma stessa: si potranno osservare grossi cristalli, importanti fratture e nuvole. Questi diamanti sono difficili da incastonare e da trattare poiché le inclusioni stesse rendono fragile anche il prodotto più duro che la natura abbia mai creato.

Diamante SI2, colore D: muovendoci in senso orario tra le inclusioni più evidenti abbiamo:
Ore 2:00, piccolo cristallo che si riflette per tre volte
Ore 4:00, cristallo e piume
Ore 7:00, cristallo nero
Ore 11:00, gruppo di cristalli e piume.
Crediti foto: www.indiamart.com

Diamante I1, 1,55 ct Colore G: si riescono facilmente ad osservare nuvole di cristalli neri, grosse fratture sul fondo del padiglione e altri cristalli isolati.
Crediti foto: www.jewelry-secrets.com

Naturalmente, dato che è pressoché impossibile poter confinare un diamante in categorie così ampie, è stato deciso di aggiungere delle sotto categorie ad ogni macro gruppo di inclusioni, utili per poter essere più accurati nella descrizione.

La purezza quindi, insieme al colore, al taglio e alla caratura sono da prendere in considerazione tutte insieme quando vogliamo acquistare un diamante, poiché spesso e volentieri è necessario trovare il giusto compromesso tra questi quattro parametri per poter avere tra le mani la gemma dei nostri desideri.

Articolo a cura di Giulia Lombardo