Loading...

Il velluto blu del Kashmir

Home / News / Il velluto blu del Kashmir

Il velluto blu del Kashmir

Lo zaffiro, così come il rubino e lo smeraldo, è una delle gemme di colore più apprezzate e conosciute dal pubblico. In particolare lo zaffiro appartiene alla stessa “famiglia” del rubino: sono entrambi corindoni, ossia ossidi di Alluminio; si differenzia da quest’ultimo solamente per la sua intensa ed inimitabile tinta blu prodotta dalla presenza di Ferro nel reticolo cristallino. Il suo nome deriva da una parola sanscrita che significa “caro a Saturno”.

Grazie ad indagini chimiche per la maggior parte delle gemme di colore è possibile diagnosticare la zona di provenienza e di estrazione; questo tipo di analisi è fondamentale poiché vi sono alcune località che risultano più appetibili e richieste dal mercato, facendo impennare vertiginosamente i prezzi al carato.

Ciò è valido in particolar modo per gli zaffiri blu, i quali vengono estratti in diverse località del mondo: tra le più comuni troviamo lo Sri Lanka, il Myanmar, la Thailandia, il Madagascar e l’India.

Lot 1799 – Pride of Kashmir Sapphire.
Crediti foto: news.internetstones.com

Crediti foto: hk.asiatatler.com

Proprio dall’India provengono i rarissimi e richiestissimi zaffiri blu del Kashmir: tale zona estrattiva fu scoperta alla fine del 1800 e rimase produttiva per circa una decina di anni; gli zaffiri che si rinvenivano e che attualmente vengono classificati come tali presentano una tinta di blu inimitabile, con un aspetto generale descritto come “vellutato”, dovuto alla presenza di minute inclusioni cristalline che forniscono a queste gemme un’aspetto generale ineguagliabile.

Giusto per avere un’idea: il prezzo al carato più alto pagato in un’asta per ottenere uno zaffiro del Kashmir è stato approssimativamente di 242.000$ (Ottobre 2015, fonte: “1860: THE JEWEL OF KASHMIR, Exceptional Sapphire and Diamond Ring”. Magnificent Jewels & Jadeite. Sotheby’s. Retrieved 12 September 2017); la gemma battuta all’asta pesava ben 27,68 carati!

Considerato che il sito estrattivo si è esaurito in così poco tempo, queste gemme sono difficilmente visibili e rintracciabili sul mercato, donando un’allure mistica a questi doni della natura.

Articolo a cura di Giulia Lombardo